Il MUR finanzia i primi risultati della programmazione 2026-2028. Dai 199 PRIN alla ricerca multidisciplinare del PRIN Hybrid, fino ai Synergy Grant che coinvolgono 38 imprese e 74 organismi di ricerca. Per il PRIN 2026 la valutazione si è conclusa in circa quattro mesi, con l’87% dei revisori provenienti dall’estero.
La nuova programmazione della ricerca italiana comincia a tradursi in progetti finanziati. Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha annunciato oltre 364 milioni di euro per 239 progetti, nell’ambito dei primi tre strumenti del Piano triennale della ricerca 2026-2028: PRIN 2026, PRIN Hybrid e Synergy Grant 2026. I dati sono quelli resi pubblici dal MUR il 2 ottobre.
È il primo banco di prova del modello introdotto con il nuovo Piano, approvato con decreto ministeriale n. 150 del 30 gennaio 2026. Al centro ci sono un calendario programmato dei bandi, il nuovo Fondo per la programmazione della ricerca e una disponibilità delle risorse definita su base pluriennale. Nel triennio 2026-2028 il quadro programmatorio prevede oltre 1,25 miliardi di euro complessivi, con una dotazione minima annuale di 150 milioni destinata ai PRIN.
La quota maggiore delle risorse è destinata al PRIN 2026, i Progetti di ricerca di rilevante interesse nazionale: circa 260 milioni di euro per 199 progetti, selezionati fra 4.279 proposte. Si tratta di progetti di ricerca fondamentale di durata triennale, realizzati attraverso partenariati tra università, enti pubblici di ricerca e istituzioni AFAM.
Le proposte coprono i tre macrosettori della classificazione ERC: Life Sciences, Physical Sciences and Engineering e Social Sciences and Humanities. Dei progetti risultati finanziabili, 70 appartengono alle Scienze della vita, 69 alle Scienze fisiche e ingegneristiche e 60 alle Scienze sociali e umanistiche.
Una parte delle risorse è riservata ai ricercatori più giovani: circa 39 milioni di euro, equivalenti al 15% della dotazione, sono destinati ai progetti guidati da Principal Investigator con meno di 40 anni, fatte salve le deroghe previste dal bando.
Uno dei dati più significativi riguarda però i tempi della selezione. La procedura è stata completata in circa quattro mesi dalla chiusura delle domande, rispetto ai circa 15 mesi dell’edizione 2022. L’87% dei revisori coinvolti proviene inoltre dall’estero.
È su aspetti come questi che si misurerà concretamente il cambio di passo annunciato dal Ministero: non soltanto sulle risorse disponibili, ma sulla capacità di rendere prevedibile l’intero percorso, dalla pubblicazione del bando alla selezione dei progetti.
Accanto al PRIN tradizionale debutta il PRIN Hybrid, pensato per progetti nei quali il problema scientifico richiede competenze provenienti da ambiti diversi.
Il bando PRIN Hybrid mette a disposizione 56,64 milioni di euro: delle 395 proposte presentate, 30 sono risultate finanziabili. L’impostazione prevede espressamente l’integrazione delle scienze umane e sociali con almeno uno degli altri macrosettori ERC, favorendo l’incontro fra competenze scientifiche, tecnologiche, umanistiche, sociali e artistiche.
Le cinque linee strategiche sono intelligenza artificiale, tecnologie e percorsi innovativi in ambito sanitario, tecnologie quantistiche, cybersicurezza e High Performance Computing. Dieci progetti riguardano l’intelligenza artificiale, per 17,7 milioni; dieci la sanità, per 18 milioni; quattro le tecnologie quantistiche, per 7,6 milioni; tre la cybersicurezza, per 6,8 milioni; tre l’HPC, per 6,5 milioni.
Anche qui il 15% della dotazione, circa 8,5 milioni di euro, è riservato ai progetti guidati da PI under 40. Un altro dato interessante riguarda la valutazione: dei 180 revisori coinvolti, il 50% proveniva dall’estero.
Sul versante del rapporto tra ricerca pubblica e sistema produttivo, la novità principale è il Synergy Grant 2026. Il programma dispone di 48 milioni di euro ed è dedicato a progetti di ricerca applicata, innovativa e di frontiera caratterizzati da elevata complessità scientifica. Si rivolge ai grandi poli nazionali della ricerca nati nell’ambito del PNRR, chiamati a coordinare reti di università, enti di ricerca e imprese.
Sono state presentate dieci proposte e tutte sono risultate finanziabili. Nei progetti partecipano complessivamente 112 soggetti: 74 organismi di ricerca e 38 imprese. Il dato aiuta a capire la natura dello strumento: la collaborazione con il sistema produttivo non rappresenta una componente accessoria, ma è parte del modello su cui il Synergy Grant è costruito.
Con il Piano triennale 2026-2028 il MUR punta infatti a rendere più stabile e leggibile la programmazione dei finanziamenti. Nel Fondo per la programmazione della ricerca confluiscono i principali finanziamenti ministeriali destinati alla ricerca di base e applicata, tra cui FIRST, FISR, FIS, FISA e FRES. Per i PRIN è inoltre prevista, a partire dal 2026, una dotazione minima di 150 milioni di euro l’anno.
A questa impostazione si accompagna un cronoprogramma che indica in anticipo le scadenze previste per bandi e graduatorie. Per il 2026, PRIN, PRIN Hybrid e Synergy Grant erano programmati con pubblicazione degli avvisi entro il 30 aprile e delle graduatorie entro il 30 settembre.
La differenza rispetto al passato, almeno nelle intenzioni del Piano, sta quindi nella possibilità per università, enti e ricercatori di programmare attività e proposte conoscendo in anticipo strumenti, risorse e scadenze. Il primo PRIN del nuovo ciclo offre già un’indicazione concreta in questa direzione, con una valutazione conclusa in circa quattro mesi.
I numeri del primo ciclo
- oltre 364 milioni di euro per i primi tre strumenti;
- 239 progetti finanziabili;
- 199 PRIN su 4.279 proposte;
- 30 PRIN Hybrid su 395 proposte;
- 10 Synergy Grant;
- 38 imprese e 74 organismi di ricerca coinvolti nei Synergy Grant;
- 87% di revisori internazionali nel PRIN 2026;
- circa quattro mesi per completarne la valutazione.
Con le prime graduatorie, il Piano triennale entra nella sua fase più concreta. Il punto, da questo momento, non è più soltanto quante risorse siano state assegnate, ma quali risultati riusciranno a produrre.
Per il PRIN questo significherà soprattutto nuova conoscenza e consolidamento delle reti scientifiche; per il PRIN Hybrid, verificare se l’incontro tra discipline differenti riuscirà davvero a produrre approcci nuovi; per il Synergy Grant, capire quanto la collaborazione tra ricerca pubblica e imprese sarà capace di trasformarsi in innovazione e trasferimento tecnologico. Sono obiettivi che lo stesso Piano lega alla valutazione dell’impatto, al trasferimento dei risultati e alla possibile nascita di spin-off.
La presenza di 38 imprese nei dieci progetti Synergy è, da questo punto di vista, un primo indicatore interessante. Ma è ancora un dato di partenza. Il vero banco di prova arriverà nei prossimi anni, quando sarà possibile confrontare le risorse investite con i risultati scientifici, tecnologici e, dove previsto, industriali prodotti dai progetti.
Riferimenti e link
MUR, comunicato del 2 ottobre 2026
“Ricerca, MUR: oltre 364 milioni di euro per 239 progetti selezionati nei primi bandi del piano triennale” – Comunicato ufficiale MUR del 2 ottobre 2026
MUR, Piano triennale della ricerca 2026-2028, Decreto ministeriale n. 150 del 30 gennaio 2026
Piano triennale della ricerca 2026-2028
MUR, Cronoprogramma del Piano triennale 2026-2028
Cronoprogramma ufficiale 2026-2028
MUR, PRIN 2026 – Pagina ufficiale PRIN 2026