Individuare il bando giusto è spesso il primo passo per trasformare un’idea di ricerca in un progetto concreto. Ma orientarsi tra programmi europei, finanziamenti ministeriali, fondazioni e iniziative regionali non è sempre semplice.
In questa sezione analizziamo i principali strumenti di finanziamento della ricerca, spiegando requisiti, criteri di valutazione, procedure di candidatura e strategie per aumentare le possibilità di successo. Dalle call ERC ai bandi PRIN, dai programmi Horizon Europe alle opportunità offerte da enti e fondazioni, l’obiettivo è rendere accessibili informazioni spesso frammentate e tecniche.
Guide pratiche, scadenziari e approfondimenti per aiutare ricercatori e gruppi di ricerca a muoversi con maggiore consapevolezza nel mondo della progettazione scientifica.
1. Il sistema dei finanziamenti alla ricerca: una mappa d’insieme
I canali attraverso cui un ricercatore o un gruppo di ricerca può accedere alle risorse necessarie per finanziare un progetto si articolano generalmente su quattro livelli, spesso complementari tra loro:
- Livello europeo: comprende i Programmi Quadro dell’Unione europea, in particolare Horizon Europe, e gli strumenti dedicati alla ricerca di frontiera gestiti dallo European Research Council (ERC).
- Livello nazionale: include i bandi promossi dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), tra cui i Progetti di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN) e il Fondo Italiano per la Scienza (FIS).
- Livello regionale: riguarda i programmi operativi regionali e i bandi cofinanziati dai fondi europei della politica di coesione, come FESR e FSE+, gestiti dalle singole Regioni.
- Livello privato e filantropico: comprende fondazioni bancarie, enti filantropici e organizzazioni dedicate al finanziamento della ricerca, come Fondazione Cariplo, Compagnia di San Paolo, Fondazione Telethon, AIRC e Fondazione Veronesi, particolarmente attive nei settori biomedico, sociale e ambientale.
Conoscere questa articolazione del sistema dei finanziamenti è essenziale per costruire una strategia efficace e sostenibile nel tempo. Raramente, infatti, un singolo bando è in grado di sostenere tutte le fasi di sviluppo di un progetto di ricerca. Per questo motivo, i ricercatori si trovano spesso a combinare opportunità provenienti da diversi livelli di finanziamento, adattando le proprie candidature alla maturità del progetto, agli obiettivi scientifici e alla fase della propria carriera accademica.
2. I bandi ministeriali: PRIN e Fondo Italiano per la Scienza
2.1 PRIN – Progetti di Rilevante Interesse Nazionale
I Progetti di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN) rappresentano il principale strumento del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) per il finanziamento della ricerca fondamentale. Le loro origini risalgono al DPR 11 luglio 1980, n. 382, che ha posto le basi per il sostegno strutturato ai progetti di ricerca di interesse nazionale.
I PRIN finanziano progetti sviluppati da gruppi di ricerca appartenenti a università, enti pubblici di ricerca e istituzioni AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica), con l’obiettivo di favorire la collaborazione scientifica e la circolazione delle competenze tra sedi e istituzioni diverse.
Con il Piano Triennale della Ricerca 2026-2028 (Decreto Ministeriale n. 150 del 30 gennaio 2026), il MUR ha introdotto una programmazione più stabile dei finanziamenti, definendo un calendario pluriennale dei bandi, un fondo unico dedicato e risorse certe per l’intero triennio, per un ammontare complessivo superiore a 1,2 miliardi di euro.
Nell’ambito di questa programmazione, il bando PRIN 2026, pubblicato nell’aprile 2026, mette a disposizione 260 milioni di euro per progetti di ricerca fondamentale della durata triennale, con un finanziamento compreso tra 1 e 1,2 milioni di euro per ciascun progetto. Le proposte devono essere ricondotte a uno dei tre grandi ambiti disciplinari individuati dall’European Research Council (ERC): Scienze fisiche e ingegneria (PE), Scienze della vita (LS) e Scienze sociali e umanistiche (SH).
È importante ricordare che i PRIN si articolano in diverse linee di finanziamento, tra cui il PRIN ordinario (o generalista) e il PRIN AFAM. In precedenti cicli sono state inoltre previste iniziative specifiche collegate al PNRR. Requisiti di partecipazione, criteri di ammissibilità, massimali di spesa e scadenze vengono definiti nei singoli bandi e nei relativi decreti direttoriali pubblicati dal MUR.
2.2 Fondo Italiano per la Scienza (FIS)
Il Fondo Italiano per la Scienza (FIS), istituito dall’art. 61 del Decreto-Legge 25 maggio 2021, n. 73 (cosiddetto Sostegni bis), rappresenta il principale strumento nazionale dedicato al finanziamento della ricerca fondamentale ispirato ai modelli dello European Research Council (ERC). L’obiettivo è sostenere progetti di elevata qualità scientifica promossi da ricercatori operanti presso università ed enti di ricerca italiani, favorendo al contempo l’attrazione e la permanenza dei talenti nel sistema della ricerca nazionale.
Le linee di finanziamento del FIS riprendono la struttura dei grant ERC, differenziando il sostegno in base alla fase della carriera del ricercatore. In questa prospettiva, il Piano Triennale della Ricerca 2026-2028 prevede la pubblicazione della quarta edizione del bando FIS Starting Grant nel 2027, rivolta ai ricercatori nelle prime fasi della carriera scientifica, e di un bando FIS Consolidator/Advanced nel 2028, destinato a studiosi in fase di consolidamento o caratterizzati da una riconosciuta maturità scientifica.
Il FIS si è progressivamente affermato come uno degli strumenti più prestigiosi del panorama nazionale, offrendo opportunità di finanziamento competitive per progetti ad alto contenuto innovativo e contribuendo a rafforzare la capacità del sistema italiano di sostenere la ricerca di frontiera.
3. Le call ERC (European Research Council)
Lo European Research Council (ERC) finanzia la ricerca di base secondo un approccio investigator-driven, nel quale l’elemento centrale è l’idea scientifica proposta dal ricercatore e non il perseguimento di priorità tematiche predefinite. Si tratta del principale strumento europeo per sostenere la ricerca di frontiera e rappresenta un punto di riferimento per chi intende sviluppare una propria linea di ricerca indipendente, in qualsiasi ambito disciplinare.
I bandi ERC vengono pubblicati annualmente nell’ambito del relativo Work Programme e prevedono finestre di apertura e chiusura che possono variare da un anno all’altro. Per questo motivo, le informazioni aggiornate su requisiti, budget e scadenze devono essere verificate sul Funding & Tenders Portal della Commissione europea e sul sito ufficiale dell’ERC.
Gli schemi ERC in sintesi
- Starting Grant (StG): destinato a ricercatori con un’esperienza compresa tra 2 e 7 anni dal conseguimento del dottorato, sostiene l’avvio di una ricerca indipendente. Il finanziamento può raggiungere 1,5 milioni di euro per un massimo di cinque anni, con possibilità di contributi aggiuntivi in casi specifici.
- Consolidator Grant (CoG): rivolto a ricercatori con 7-12 anni di esperienza post-dottorato che stanno consolidando il proprio gruppo e la propria autonomia scientifica. Il contributo può arrivare fino a 2 milioni di euro.
- Advanced Grant (AdG): destinato a studiosi affermati con risultati scientifici di eccellenza riconosciuti a livello internazionale. Non sono previsti limiti di età o di anzianità accademica.
- Synergy Grant (SyG): sostiene gruppi composti da due a quattro Principal Investigator che collaborano per affrontare una sfida scientifica particolarmente ambiziosa e interdisciplinare.
- Proof of Concept (PoC): riservato ai beneficiari di un grant ERC in corso o concluso da poco, finanzia attività volte a verificare il potenziale applicativo, tecnologico o sociale dei risultati della ricerca.
Un elemento essenziale delle candidature ERC è la presenza di una host institution, ossia l’organizzazione che ospita il progetto. Può trattarsi di un’università, di un ente di ricerca o di un’altra istituzione pubblica o privata situata in uno Stato membro dell’Unione europea o in un Paese associato a Horizon Europe.
La selezione delle proposte si basa esclusivamente sul criterio dell’eccellenza scientifica, valutata attraverso un articolato processo di peer review internazionale. L’attenzione è rivolta sia al profilo e al potenziale del Principal Investigator, sia all’originalità, all’ambizione e alla qualità scientifica del progetto proposto.
4. Horizon Europe e il portale Funding & Tenders
Horizon Europe è il programma quadro dell’Unione europea per la ricerca e l’innovazione nel periodo 2021-2027, con una dotazione finanziaria di circa 95,5 miliardi di euro. Oltre ai finanziamenti dello European Research Council (ERC) dedicati alla ricerca di frontiera, il programma comprende numerosi strumenti rivolti a università, enti di ricerca, imprese e organizzazioni pubbliche e private.
Tra i principali ambiti di intervento figurano il pilastro “Global Challenges and European Industrial Competitiveness“, articolato in cluster tematici dedicati alle grandi sfide sociali ed economiche, il pilastro “Innovative Europe“, che include le iniziative dell’European Innovation Council (EIC) a sostegno dell’innovazione ad alto potenziale, e le Azioni Marie Skłodowska-Curie (MSCA), finalizzate alla mobilità internazionale, alla formazione e allo sviluppo delle carriere dei ricercatori.
Tutti i bandi di Horizon Europe sono pubblicati sul Funding & Tenders Portal della Commissione europea, che rappresenta il punto di accesso unico per la consultazione delle opportunità di finanziamento, la registrazione degli enti partecipanti attraverso il Participant Identification Code (PIC) e la presentazione elettronica delle proposte progettuali.
Per i ricercatori e le istituzioni italiane, un ruolo centrale di supporto è svolto da APRE – Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea, associazione che riunisce università, enti di ricerca, imprese e altri soggetti attivi nel sistema nazionale dell’innovazione. Attraverso i propri Punti di Contatto Nazionale (National Contact Point, NCP), APRE offre servizi di informazione, orientamento e assistenza sui diversi programmi europei di finanziamento della ricerca.
Oltre a organizzare eventi informativi, corsi di formazione e attività di networking, APRE mette a disposizione guide operative, materiali di approfondimento e strumenti di supporto alla progettazione, risultando un interlocutore particolarmente utile per chi si avvicina per la prima volta ai programmi europei o intende migliorare la qualità delle proprie candidature.
5. Fondazioni ed enti privati
Accanto ai canali di finanziamento pubblici, un ruolo importante nel sostegno alla ricerca scientifica in Italia è svolto da fondazioni bancarie, enti filantropici e organizzazioni private. Questi soggetti finanziano progetti di ricerca, borse di studio e percorsi di formazione avanzata, spesso attraverso procedure più snelle rispetto ai programmi nazionali ed europei e con una particolare attenzione a specifici ambiti disciplinari.
Tra le principali realtà attive nel settore si possono ricordare:
- Fondazione Cariplo, che sostiene progetti nei campi della ricerca scientifica, dell’innovazione sociale e della sostenibilità ambientale attraverso bandi rivolti sia a istituzioni sia a giovani ricercatori nelle prime fasi della carriera.
- Fondazione Telethon, punto di riferimento per il finanziamento della ricerca sulle malattie genetiche rare, attraverso programmi competitivi rivolti a gruppi di ricerca operanti presso università, istituti di ricerca e strutture sanitarie.
- AIRC – Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro, che finanzia progetti di ricerca oncologica, programmi di formazione, borse di studio e strumenti dedicati allo sviluppo dell’indipendenza scientifica dei giovani ricercatori.
- Fondazione Umberto Veronesi, attiva nel sostegno alla ricerca biomedica mediante l’assegnazione di borse di ricerca e finanziamenti destinati a ricercatori impegnati in ambito clinico e sperimentale.
- Compagnia di San Paolo, che promuove iniziative nei settori della ricerca scientifica, dell’innovazione e dell’impatto sociale, spesso in collaborazione con università, enti di ricerca e altre fondazioni.
A differenza dei principali programmi pubblici, le fondazioni private non seguono generalmente un calendario coordinato. Ogni ente pubblica autonomamente bandi, call e opportunità di finanziamento attraverso il proprio sito istituzionale. Per questo motivo è consigliabile monitorare con regolarità i portali delle organizzazioni di interesse oppure fare riferimento agli uffici ricerca degli atenei e degli enti di appartenenza, che spesso raccolgono e diffondono aggiornamenti sulle opportunità disponibili.
6. Strategie per aumentare le possibilità di successo
Per aumentare le probabilità di successo nella candidatura a un finanziamento per la ricerca, è utile seguire alcune buone pratiche consolidate:
- Leggere attentamente la documentazione ufficiale, compresi il testo del bando e gli eventuali documenti di programma collegati, prima di avviare la stesura della proposta. Requisiti di ammissibilità, criteri di valutazione e priorità possono infatti variare significativamente da un’edizione all’altra.
- Verificare con largo anticipo i requisiti di partecipazione, prestando particolare attenzione agli eventuali vincoli relativi all’istituzione ospitante (host institution), agli anni trascorsi dal conseguimento del dottorato o ad altri criteri specifici previsti dai diversi schemi di finanziamento.
- Costruire partenariati solidi e complementari, quando richiesti dal bando, coinvolgendo competenze coerenti con gli obiettivi del progetto. Nei programmi europei, oltre alla qualità scientifica, assumono un’importanza determinante anche aspetti quali l’impatto atteso, la qualità dell’implementazione e la capacità gestionale del consorzio.
- Sfruttare i servizi di supporto alla progettazione offerti dagli uffici ricerca degli atenei, dai grant office e dai Punti di Contatto Nazionale (NCP), che possono fornire orientamento, assistenza tecnica e una revisione preliminare della proposta prima della presentazione.
- Pianificare con attenzione le scadenze, predisponendo uno scadenzario personale che includa bandi nazionali, programmi europei e opportunità offerte da fondazioni ed enti privati. Poiché i calendari delle diverse iniziative non sono coordinati tra loro, un monitoraggio costante rappresenta uno strumento essenziale per non perdere opportunità rilevanti.