Dalla legge Gelmini alla riforma del 2026: come cambia il reclutamento universitario

Per oltre quindici anni il reclutamento universitario è stato disciplinato dalla Legge 30 dicembre 2010, n. 240, nota come riforma Gelmini. Il modello introdotto dalla riforma si fondava sull’Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN), una procedura di valutazione che attestava il possesso della maturità scientifica necessaria per l’accesso ai ruoli di professore associato e ordinario.

L’abilitazione costituiva un requisito necessario, ma non sufficiente. Il percorso verso la docenza si articolava infatti in tre momenti distinti:

abilitazione nazionale → selezione locale → chiamata dell’ateneo

L’ASN certificava la qualificazione scientifica del candidato, mentre l’effettivo accesso al ruolo dipendeva dalla partecipazione e dal superamento delle procedure bandite dalle singole università.

Nel tempo il sistema ha evidenziato numerose criticità. L’aumento dei candidati abilitati non è stato accompagnato da una corrispondente crescita delle opportunità di reclutamento, con la conseguente formazione di una vasta platea di studiosi formalmente idonei ma privi di concrete prospettive di assunzione. Parallelamente, le selezioni locali hanno continuato a essere oggetto di dibattito con riferimento alla trasparenza, alla mobilità accademica e all’omogeneità delle procedure.

La legge è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 170 del 24 luglio 2026 ed è entrata in vigore l’8 agosto 2026. Da questa data decorrono i termini per l’adozione dei decreti attuativi, tra cui:

il decreto sui nuovi requisiti di produttività e qualificazione scientifica (art. 16), atteso entro 90 giorni, cioè entro il 6 novembre 2026;

il provvedimento sui requisiti soggettivi e sui sorteggi delle liste dei commissari (art. 17-bis), atteso entro 60 giorni, cioè entro il 7 ottobre 2026;

le linee guida ANVUR per la valutazione dei vincitori delle procedure, tre anni dopo la presa di servizio (art. 18, co. 4-quater).

Fino all’adozione di questi decreti, e per le procedure già avviate, si applica un regime transitorio di convivenza tra vecchia e nuova disciplina: è quindi essenziale, in questa fase, verificare sempre se il bando a cui si intende partecipare fa riferimento al vecchio sistema ASN o al nuovo assetto introdotto dalla L. 129/2026.

La carriera universitaria non è più soltanto una successione di concorsi, ma un percorso nel quale il candidato è chiamato a dimostrare progressivamente la propria maturità scientifica.