Il sistema della ricerca italiana

La ricerca italiana si sviluppa su due grandi pilastri: la ricerca pubblica e la ricerca privata, due componenti fondamentali e complementari del sistema nazionale dell’innovazione. Entrambe contribuiscono alla crescita economica, al progresso scientifico e al miglioramento della qualità della vita, pur perseguendo obiettivi e modalità operative differenti.

La ricerca pubblica

La ricerca pubblica è svolta principalmente da università, enti pubblici di ricerca e istituzioni finanziate dallo Stato. Tra i principali organismi italiani si distinguono il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), l‘Istituto Superiore di Sanità (ISS) e l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA).

L’obiettivo principale della ricerca pubblica è l’ampliamento delle conoscenze scientifiche e tecnologiche, spesso senza un immediato ritorno economico. Essa si concentra sia sulla ricerca di base, volta a comprendere i fenomeni naturali e sociali, sia sulla ricerca applicata, destinata a trovare soluzioni a problemi concreti. Un ruolo essenziale della ricerca pubblica è anche la formazione di giovani ricercatori e professionisti altamente qualificati.

Grazie ai finanziamenti statali, ai fondi europei e alla collaborazione internazionale, la ricerca pubblica italiana contribuisce in modo significativo ai progressi in settori strategici come la medicina, l’energia, l’ambiente, la fisica e le nuove tecnologie.

La ricerca privata

La ricerca privata è realizzata dalle imprese, dalle industrie e dai centri di ricerca aziendali. Il suo obiettivo principale è sviluppare prodotti, servizi e processi innovativi che possano aumentare la competitività dell’impresa sul mercato.

Le aziende investono in attività di Ricerca e Sviluppo (R&S) per migliorare le proprie tecnologie, ridurre i costi di produzione e rispondere alle esigenze dei consumatori. In Italia, importanti investimenti nella ricerca privata provengono da settori come la farmaceutica, la automotive, l’aerospazio, l’informatica e la manifattura avanzata.

A differenza della ricerca pubblica, quella privata è generalmente orientata a risultati applicativi e commerciali nel breve o medio termine. Tuttavia, essa rappresenta un fattore decisivo per la crescita economica, la creazione di posti di lavoro qualificati e l’incremento della produttività del Paese.

La collaborazione tra ricerca pubblica e privata

Negli ultimi anni è diventata sempre più importante la collaborazione tra ricerca pubblica e ricerca privata. Università, enti di ricerca e imprese lavorano spesso insieme attraverso progetti condivisi, trasferimento tecnologico, brevetti, spin-off e partenariati finanziati da programmi nazionali ed europei.

Questa sinergia consente di trasformare i risultati scientifici in innovazioni concrete, favorendo il passaggio delle conoscenze dai laboratori al mercato. La cooperazione tra pubblico e privato rappresenta quindi uno degli elementi chiave per rafforzare la capacità innovativa dell’Italia e affrontare le sfide del futuro.

Solo attraverso un equilibrio e una collaborazione efficace tra questi due ambiti è possibile promuovere uno sviluppo sostenibile e competitivo del Paese nel contesto internazionale.

Il sistema della ricerca pubblica

Il sistema della ricerca pubblica italiana si articola in una pluralità di enti che condividono una missione comune: produrre conoscenza scientifica al servizio del Paese. Le Università rappresentano il nodo centrale, coniugando ricerca e formazione superiore. Secondo il Rapporto 2026 di ANVUR, presentato il 26 marzo 2026, il sistema universitario italiano ha raggiunto nel 2024/25 il massimo storico di 2.050.112 iscritti, con 100 atenei, 413.943 laureati, 65.617 docenti e proventi complessivi per 19,5 miliardi di euro.

Accanto agli atenei operano gli Enti Pubblici di Ricerca (EPR), ciascuno con una missione settoriale specifica: il CNR (multidisciplinare), l’INFN (fisica delle particelle e nucleare), l’INAF (astrofisica), l’ENEA (energia e tecnologie sostenibili), l’ISS (sanità pubblica) e il CREA (ricerca agroalimentare). Questi enti, insieme alle università, svolgono ricerca di base e applicata finanziata prevalentemente con fondi pubblici e competitivi, nazionali (PRIN) ed europei (Horizon Europe).

Un impulso decisivo arriva con il PNRR, la cui Missione 4 “Istruzione e Ricerca” ha previsto uno stanziamento di 30,88 miliardi di euro, di cui 11,44 miliardi destinati alla Componente 2 “Dalla ricerca all’impresa” volta a rafforzare la ricerca e la sua integrazione con il sistema produttivo. Al 2026 il tasso di impegno delle risorse del MUR risulta molto avanzato (93,2%), con una spesa effettiva sotto il 60% del totale e circa 5 miliardi ancora da erogare e/o recentemente erogati (giugno 2026).

Il sistema della ricerca privata

Il sistema della ricerca privata rappresenta la componente principale della spesa nazionale in R&S. Nel 2023 le imprese private hanno investito 17,2 miliardi di euro (+5,4%), pari al 58,4% della spesa complessiva nazionale in ricerca e sviluppo. Le previsioni indicano una crescita ulteriore: i dati preliminari 2024 mostrano un aumento del 4% nella spesa delle imprese, con una spesa complessiva stimata in 18 miliardi di euro per il 2025.

I settori più attivi sono quelli ad alta intensità tecnologica: produzione di autoveicoli, macchinari e altri mezzi di trasporto rappresentano insieme oltre il 38,4% della spesa complessiva, seguiti da elettronica, ricerca scientifica, informatica e farmaceutica, ciascuno con quote superiori al 5%. A questi si affiancano i comparti biotech, energia, materiali, alimentare e aerospazio, tutti caratterizzati da investimenti crescenti in innovazione di prodotto e processo.

Un tratto distintivo del sistema italiano è il peso delle multinazionali: le imprese a controllo estero sono responsabili del 44,6% degli investimenti in ricerca, mentre solo l’8,8% della spesa proviene da imprese appartenenti a gruppi domestici. Le grandi e medie aziende trainano la crescita, offrendo percorsi di carriera strutturati orientati all’innovazione — dal ricercatore di laboratorio al project manager R&D — spesso in sinergia con università ed enti pubblici attraverso dottorati industriali, spin-off e collaborazioni su bandi competitivi (Horizon Europe, PNRR).

Riferimenti:

Ministero dell’Università e della Ricerca  (MUR) — portale istituzionale: www.mur.gov.it

MUR, Programma nazionale per la ricerca: https://www.mur.gov.it/it/aree-tematiche/ricerca/programmazione/programma-nazionale-la-ricerca

MUR, Enti di ricerca pubblici — lista degli Enti Pubblici di Ricerca vigilati dal MUR: https://www.mur.gov.it/it/aree-tematiche/ricerca/il-sistema-della-ricerca/enti-di-ricerca-pubblici

MUR, PNRR — Missione 4, Componente 2: Dalla ricerca all’impresa (stanziamento 11,44 mld € su 30,88 mld € della Missione 4) — portale ufficiale PNRR: https://www.italiadomani.gov.it/content/sogei-ng/it/it/home.html

ANVUR, Rapporto 2026 sul sistema della formazione superiore e della ricerca, Roma, 26 marzo 2026 (5ª edizione) — Rapporto 2026: https://www.anvur.it/it/novita-ed-eventi/anvur-pubblica-il-rapporto-2026-sul-sistema-della-formazione-superiore-e-della

ISTAT, La ricerca e sviluppo in Italia — Anni 2023-2025, comunicato stampa, 25 settembre 2025 — La ricerca e sviluppo in Italia 2023-2025: https://www.istat.it/comunicato-stampa/la-ricerca-e-sviluppo-in-italia-anni-2023-2025/

European Commission, Joint Research Centre: Nindl, E., Napolitano, L., Confraria, H., Rentocchini, F., Fako, P., Gavigan, J., Tübke, A., The 2024 EU Industrial R&D Investment Scoreboard, Luxembourg, Publications Office of the European Union, 2024: https://iri.jrc.ec.europa.eu/scoreboard/2024-eu-industrial-rd-investment-scoreboard

Il Sole 24 Ore — Info Data, R&S: cresce la spesa nel pubblico e nel privato, ma aumentano i divari tra grandi e piccole imprese, 2 ottobre 2025: https://www.infodata.ilsole24ore.com/2025/10/02/rs-cresce-la-spesa-nel-pubblico-e-nel-privato-ma-aumentano-i-divari-tra-grandi-e-piccole-imprese/

Normativa

Legge 30 dicembre 2010, n. 240 (“Legge Gelmini”) — Norme in materia di organizzazione delle università: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2011/01/14/011G0009/sg

D.Lgs. 25 novembre 2016, n. 218 — Semplificazione delle attività degli enti pubblici di ricerca: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/11/25/16G00235/sg